Come scegliere il tampone
 
Per la scelta immediata del corretto tampone, è richiesta un'approfondita conoscenza del processo di stampa, in quanto tale scelta si effettua tenendo in considerazione i seguenti principali fattori:
  • dimensione e tipo di grafica da stampare;
  • forma della superficie dell'oggetto da stampare;
  • tipo di inchiostro da utilizzare;
  • tipo di incisione del clichè;
  • macchina tampografica a disposizione.
La tipica forma del tampone è a punta su base tonda. La forma appuntita è necessaria affinchè l'inchiostro venga prelevato dall'incisione del clichè correttamente, in modo che non si formino bolle d'aria che comprometterebbero la qualità di stampa (vedi Fig.1).
In genere per superfici piane si utilizzano tamponi con punte più accentuate, mentre per superfici convesse si utilizzano tamponi con profili più arrotondati (vedi Fig.2-3).
   
 
Si può definire tra 20° - 50°, l'angolo di contatto ideale tra la superficie dell'oggetto e la superficie del tampone (vedi Fig.2). Inoltre un tampone con altezza adeguata, si comprime più facilmente di uno più basso, contenendo meglio le eventuali deformazioni. E' quindi consigliabile che la dimensione del tampone sia almeno un 30% circa maggiore rispetto alla grafica da stampare. In linea di principio si può affermare, che:
  • un tampone con un angolo di contatto inferiore a quello indicato, compromette la qualità della stampa;
  • un tampone con una dimensione non corretta, aumenta la deformazione della stampa e compromette la sua durata.
     
La miglior qualità di stampa è ottenibile con tamponi duri. Un tampone duro ha la capacità di prelevare più spessore di inchiostro rispetto ad un tampone morbido a parità di profondità di incisione, ottenendo così una maggiore coprenza. Tamponi più morbidi sono indicati invece per ampie superfici di stampa, per superfici arrotondate e per oggetti fragili.
Bisogna anche tener conto che, un tampone può essere compresso solo fino ad un certo punto. Se la compressione è eccessiva, il tampone tenderà a "scivolare" sul pezzo, producendo sbavature sulla stampa.
   
Altre considerazioni da tenere in evidenza, sono anche:
  • tamponi a barre si utilizzano per stampe strette e lunghe;
  • tamponi a rivoluzione con base quadrata o rettangolare si utilizzano in genere per ridurre l'area del clichè o per aver un minor ingombro tra loro nel caso di utilizzo di più forme contemporaneamente.

La punta del tampone è sempre una zona problematica, soprattutto per incisioni non retinate. In linea di massima la punta deve essere sempre al di fuori dell'incisione. Se si è costretti, per altre ragioni, a far cadere la punta sull'incisione, quest'ultima deve essere almeno retinata e la punta del tampone arrotondata. Inoltre un tampone con un'eccessiva forma appuntita (angolo di contatto elevato >50°), su un'incisione non retinata, creerebbe una pressione elevata prelevando lo strato d'inchiostro in modo non uniforme.
Al contrario un tampone con una forma molto piatta, (angolo di contatto basso <20°), preleverebbe lo strato d'inchiostro con buchi d'aria. Retinare l'incisione o scegliere un tampone con un angolo di contatto medio e con punta acuta, possono essere soluzioni valide da utilizzare per superare questi inconvenienti. In definitiva, avere a disposizione un’ampia gamma di tamponi con forme, gomme e durezze differenti, come quella proposta nel catalogo TOSH , agevola in maniera determinante il tampografo nella scelta più appropriata.

 
 
 
 

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