PRINCIPIO OPERATIVO

La teoria del metodo di stampa a tampone ha in realtà fatto suoi molti aspetti della serigrafia, della rotocalco, combinandoli peraltro in modo del tutto nuovo. Inizialmente esistevano lastre di rame su cui venivano incise immagini, con un metodo molto simile al processo della fotoincisione. Da allora sono cambiati i modi ed i materiali, ma il risultato finale è tuttora costituito da un cliché che contiene un'immagine incisa. La superficie del cliché viene inchiostrata e poi ripulita in modo simile a quello in cui, nel campo della serigrafia, si inchiostra e poi si racla un telaio. Ma nella stampa a tampone ciò non comporta l'immediato trasferimento dell'immagine. Essa prevede che un tampone venga premuto prima contro il cliché, in modo che l'immagine venga prelevata, e subito dopo trasferita sulla superficie dell'oggetto. Il procedimento può apparire simile a quello della stampa rotocalco, ma ne differisce in quanto nel nostro caso il tampone non costituisce la fonte dell'immagine, bensì il mezzo di trasferimento della stessa. Tutte le macchine per stampa a tampone si basano su due sistemi operativi fondamentali, comunemente chiamati "aperto" e "chiuso". I disegni seguenti illustrano l'applicazione del sistema della stampa a tampone nei due casi, ed il suo funzionamento.

SISTEMA APERTO
 
Fase 1: inchiostrazione cliché
Fase 2: raclatura cliché
 
Fase 3: prelievo immagine da
  cliché
Fase 4: corsa del tampone verso
  l'oggetto
 
Fase 5: deposito inchiostro
  sull'oggetto
Fase 6: rilascio tampone
   
   
L'immagine che deve essere trasferita viene incisa su una lastra apposita, chiamata cliché. Una volta installato il cliché nella macchina da stampa, la sua superficie viene inchiostrata, poi raclata per far sì che l'inchiostro rimanga solo nell'area dell'immagine da riprodurre. Con l'evaporazione dei solventi dalla superficie inchiostrata, aumenta la capacità di adesione dell'inchiostro stesso al tampone di silicone. Il tampone viene posizionato direttamente sul cliché, premuto contro la sua superficie in modo che l'inchiostro vi aderisca, dopodiché viene rimosso sollevandolo. Grazie alle alterazioni fisiche subite durante l'inchiostrazione (e la raclatura) l'inchiostro tende a lasciare la zona inchiostrata per trasferirsi sul tampone. Una volta che il tampone è stato sollevato dal cliché, trascorre un breve lasso di tempo prima che l'inchiostro che vi è depositato venga trasferito sulla superficie finale. Durante questa fase esso subisce delle alterazioni fisiche dovute al solvente che, evaporando dallo strato esterno, ne aumenta la viscosità. Le alterazioni fisiche subite dallo strato di inchiostro durante il passaggio di stampa fanno sì che esso tenda a lasciare il tampone quando questo viene premuto sulla superficie per trasferirvi l'immagine. Benché durante questa fase il tampone si comprima notevolmente, la sua forma è concepita in modo da far sì che esso rotoli sulla superficie finale invece di premervi contro piattamente. In effetti un tampone corretto non deve formare un angolo di 0° a contatto con la superficie finale, poiché provocherebbe una bolla d'aria tra il tampone e la superficie stessa, ed il rischio che l'immagine venga riprodotta in maniera incompleta. Una volta rimosso dalla superficie il tampone riprende la sua forma originale. Purché tutte le variabili presenti nelle cinque fasi siano tenute sotto controllo, esso dovrà essere pulito e pronto per il ciclo successivo.

Sistema Chiuso