Quale sistema di essiccazione scegliere per un inchiostro di tampografia?
Sebbene in tampografia l’inchiostro stampato sia manipolabile in tempi brevi, accelerare il processo di essiccazione è raccomandato. Mentre in alcune applicazioni è necessario, come ad esempio nelle stampe multicolore, nelle stampe con inchiostro bicomponenete, in lavorazioni ad alta cadenza produttiva o nel caso in cui vi sono successive lavorazioni dopo la stampa, come ad esempio il confezionamento del prodotto.

Essiccazione ad aria calda (per evaporazione)
Per gli inchiostri a base solvente, utilizzati in tampografia nella maggioranza dei casi, l’alta temperatura con scarsa ventilazione, che in genere si trova nei forni con pannelli radianti, non è sufficiente. Un forno efficiente, per eliminare velocemente il solvente dallo strato di inchiostro, deve avere un elevato volume d’aria calda con flusso diretto al materiale da trattare, con la possibilità di regolare la temperatura fino a 200°C, uniformemente distribuita in tutte le zone della camera di cottura, per consentire un corretto processo di essiccazione a basso consumo energetico.

Essiccazione a raggi i.r. infrarossi (per reticolazione)
Per ottenere un manufatto pronto per altre lavorazioni in tempi brevi utilizzando gli inchiostri a 2 componenti, con cui solitamente il completo indurimento a temperatura ambiente avviene dopo alcuni giorni, è necessario accelerare la reticolazione tra l’inchiostro ed il catalizzatore. In questo caso, oltre all’aria, in quanto anche nell’inchiostro a 2 componenti è presente del solvente, è ideale l’irraggiamento con raggi I.R. infrarossi, soprattutto su materiali come vetro, ceramica e metallo. L’essiccazione a raggi infrarossi, con lampade a definita lunghezza d’onda, è il sistema più efficiente e rapido per il trasferimento di energia da un corpo caldo ad uno freddo. L’IR irraggiato, penetrando lo strato d’inchiostro senza surriscaldare il manufatto, permette inoltre anche un più veloce raffreddamento.

Essiccazione a raggi u.v. ultravioletti (per polimerizzazione)
Essiccazione a raggi u.v. ultravioletti (per polimerizzazione)
L’essicazione attraverso raggi U.V. ultravioletti si basa sulla proprietà di alcuni componenti di creare delle reticolazioni interne e quindi indurire se colpiti da questa specifica tipologia di raggi; il fenomeno prende il nome di polimerizzazione. Gli inchiostri UV contengono al proprio interno gruppi di molecole (monomeri + fotoiniziatori) che, se colpiti dalle radiazioni emesse dalle lampade UV, innescano una polimerizzazione a catena. Questo sistema di essiccazione garantisce l’indurimento del film d’inchiostro in una frazione di secondo. L’inchiostro UV per tampografia, a differenza di quello serigrafico, contiene una minima percentuale di solvente, necessaria per il trasferimento dal tampone; quindi un forno UV per tampografia deve tenere presente anche questo aspetto. Alcuni inchiostri, prima dell’esposizione all’irraggiamento UV, necessitano di un passaggio con radiazione infrarossa, IR, per migliorare la distensione dello strato d’inchiostro.



























